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Votato Lunedì sera dal Consiglio Comunale il Regolamento per l’utilizzo temporaneo dei locali scolastici comunali in orario extrascolastico.

Si oppone il Gruppo Consiliare di Cambiamenti, facendo richiesta all’amministrazione di ritirare il punto in quanto il Regolamento non ha ragione di esistere, riportando le seguenti motivazioni:

“E’ certo che i Comuni, quali enti proprietari non possono essere tagliati fuori dall’utilizzo non di istituto delle attrezzature e dei locali da parte di enti terzi, con altrettanta certezza possiamo affermare che nessuna utilizzazione dei locali è possibile, sia pur disposto dal Comune, se non previo motivato e vincolante parere, con apposita delibera, espresso dal Consiglio di Istituto.

Ora, si può senz’altro sostenere che, a partire dal 1999 (anno dell’autonomia scolastica), le scuole abbiano acquisito uno status e una veste di tutto rispetto, nel campo delle istituzioni repubblicane, ancor più rafforzato dalla costituzionalizzazione dell’autonomia.

Questo fatto mette le scuole in una condizione, non solo psicologica, di equiordinazione, rispetto ai Comuni: entrambe le istituzioni, infatti, sono autonomie della Repubblica con diverse funzioni e diversi pesi, giacché le autonomie scolastiche assolvono alla funzione specifica dell’erogazione del servizio “istituzionale” istruzione, i Comuni assolvono invece a funzioni generali di servizio e di promozione del benessere dei cittadini di una determinata comunità (fra cui anche il servizio istruzione per le funzioni amministrative previste dalla legge 23/1996).

Se il peso è diverso, diversa non è la fonte (la Stessa Costituzione) che legittima l’esistenza e il servizio delle due istituzioni.

Peraltro, uno strumento normativo di non secondaria importanza, il D.I. 44/2001, agli articoli 33 comma 2 lett. c) e 50, lascia senz’altro intendere che le scuole hanno facoltà di liberamente disporre dell’utilizzo dei locali. Il primo articolo recita testualmente: “Al Consiglio di Istituto spettano le deliberazioni relative alla determinazione dei criteri e dei limiti per lo svolgimento, da parte del dirigente, delle seguenti attività negoziali:…c) utilizzazione di locali, beni e siti informatici, appartenenti alla istituzione scolastica, da parte di soggetti terzi”. Il secondo articolo recita testualmente:”La utilizzazione temporanea dei locali dell’istituto forniti dall’ente locale competente può essere concessa a terzi, con l’osservanza dell’articolo 33, comma 2 lett c), a condizione che ciò sia compatibile con la destinazione dell’istituto stesso ai compiti educativi e formativi”.

Si noti come l’utilizzo delle strutture deliberato dalle scuole deve comunque essere destinato a finalità educative e formative, quasi che altre attività (ricreative, ludiche, convegnistiche, politiche, ecc, proposte dal Regolamento) non possano essere previste.

Istituzioni scolastiche autonome e il Comune devono necessariamente imboccare la strada della leale collaborazione, anche perché la norma, tuttora vigente, recita testualmente:”Gli edifici e le attrezzature scolastiche possono essere utilizzati fuori dell’orario di servizio scolastico…; il comune ha la facoltà di disporne la temporanea concessione, previo assenso dei Consigli di circolo o d’Istituto…” (T.U. D.L.vo 297/94).

La strada dunque è “Il protocollo d’intesa” fra le scuole del territorio e il Comune proprietario-gestore dell’edificio e per tali motivazioni non necessita un apposito Regolamento che nella fattispecie mette le istituzioni scolastiche in uno stato di subordinazione.

Ma l’amministrazione non fa marcia indietro e il Regolamento è approvato per come accordato dalla maggioranza. E sono proprio i nostri figli a pagarne i danni, a ritrovarsi al mattino a dover svolgere le lezioni in spazi utilizzati il pomeriggio prima da… chi? Senza le dovute e necessarie pulizie di routine del personale scolastico. E’ veramente indispensabile? Quali intenti sono nascosti in questo Regolamento? Scommettiamo che tra qualche giorno il Comune autorizzerà qualche centro di formazione professionale ad utilizzare le strutture scolastiche al proprio fine di lucro?

Ci appelliamo alla sensibilità di tutti i cittadini, genitori, studenti, docenti, personale Ata, Dirigenti Scolastici a porre fine a quanto deliberato.

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