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Il generale impoverimento delle giovani generazioni va in parallelo con una colpevole e annosa disattenzione della politica nei loro confronti, che si sta traducendo in una gravissima privazione di prospettive, in una parola, di “futuro”. E sono proprio loro che l’amministrazione ha dimenticato dopo la fine della campagna elettore. Ci si preoccupa di “rappezzare le strade” e non di riconquistare la fiducia dei giovani nelle istituzioni e nella politica.

Una città come la nostra deve essere in grado di trattenere e coltivare intelligenze e curiosità. La fuga dei cervelli da una città o da un Paese condanna quella stessa città o quello stesso Paese alla fuga dalla storia e dalla competizione territoriale. E’ molto importante, perché oggi intelligenza e creatività sono driver strategici nella competizione territoriale tanto quanto, forse più delle infrastrutture. Allora la nostra città non deve dotarsi solo di funzioni che la rendano attrattiva rispetto agli investimenti o al turismo, ma anche di tutte quelle funzioni, quegli spazi, quelle iniziative che la rendano attrattiva per i nostri giovani. Una delle più importanti è certamente quella di rimettere in moto la ricerca e la valorizzazione di nuovi talenti e di nuovi linguaggi.

Il mondo giovanile viene spesso descritto come passivo ed omologato, senza slanci e desiderio di futuro. A Castellammare esistono tantissime energie e tanto potenziale di cambiamento ancora inespresso nelle nuove generazioni. Bisogna liberare questa creatività, offrire luoghi, spazi e occasioni per permettere di emergere. Creare vere occasioni di lavoro. Non affidare incarichi e collaborazioni a chi a già ha avuto l’occasione di esprimersi. Creare una formazione continua per i giovani finalizzata all’acquisizione di quelle competenze da spendere nel mondo del lavoro Castellammarese, anche se stagionale. E’ necessario che si coinvolgano tutte le categorie di settore, a partire dalla scuola e progettare un futuro lavorativo per i nostri giovani. E’ quello che un’amministrazione può e deve fare investendo tanto in termini di impegno e di risorse perché questo accada. Le azioni rivolte ai giovani non devono essere confinate nel recinto delle cosiddette politiche giovanili. Le nuove generazioni sono infatti le prime ad essere investite dalle contraddizioni della crisi economica e di una società apparentemente meno ricca di opportunità. Investire sui giovani significa investire nell’innovazione e nel cambiamento, perché è lì che si creano le opportunità. Le politiche giovanili non dovranno pertanto occuparsi solo della consulta dei ragazzi e delle iniziative culturali e sportive dedicate ma dovranno occuparsi di come creare opportunità per le giovani generazioni nel mondo dello studio e del lavoro.

E’ importante stimolare e supportare il coraggio. Bisogna investire sui giovani ogni volta che si deve valutare una scelta politica e non solo quando si programmano le iniziative di settore.

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