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Una sentenza del 16 febbraio 2001 della terza sezione penale della Corte di Cassazione detta: “Nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l’accesso al mare alla collettività se la proprietà stessa è l’unica via per raggiungere una determinata spiaggia”. Questo enuncia la legge, ma non nel caso della tonnara di Scopello, Infatti quello a cui stiamo assistendo in questi giorni è un vero è proprio tira e molla che non dovrebbe neanche esistere se si ci basasse su quello che dice le questa sentenza. In breve quando si ha un bene è naturale che qualunque speculatore si ci fiondi, meno naturale è che questo sia appoggiato pubblicamente da tutta una serie di pseudo naturalistici, firme del giornalismo, prefetti, legali e nobili dagli altisonanti cognomi, in nome di una “salvaguardia del territorio” che altro non è che una speculazioni vera è propria, ai danni di un diritto comune: il libero accesso al mare.

Ci stupisce che questi “ambientalisti”, estranei al nostro territorio, continuino a tenere per buone le posizioni dei proprietari dettate da interessi privatistici piuttosto che da vero amore per il territorio. Se lo avessero davvero avuto, avrebbero cercato un dialogo vero con le realtà locali e con lo stesso Comune, cosa che finora non è mai avvenuta. In tutta questa situazione c’è la figura del povero sindaco di castellammare, che prima mette tutta la buona volontà per riuscire a rendere un diritto alla cittadinanza, ma poi, trovandosi davanti gli immensi interessi dei privati, cerca di trovare una soluzione intermedia che non lascia contento nessuno. Se ne sono dette di tutti i colori per permettere ai “Tonnaroli“ di impadronissi del mare e dei faraglioni; la storia dell’assenza di fascia demaniale, avallata da un famoso atto di aggiudicazione di cui tanto si parla, e che non è mai stato esibito, risalente al 1874, periodo in cui non esisteva nemmeno il concetto di fascia demaniale, legato all’attività della Tonnara scomparsa da più di 30 anni; il bivacco, che abbiamo avuto il piacere di documentare fotograficamente, altro non è che lo stendere qualche asciugamani sulla battigia. In questo momento la realtà e molto diversa: c’è un uso assolutamente decoroso del sito; il Comune ha predisposto un servizio di salvataggio prima inesistente, ha installato un bagno chimico e garantisce sia il controllo degli ingressi che la pulizia deĺla parte pubblica di propria pertinenza.

Nessuno vuole toccare la Tonnara, ma nessuno può speculare sul mare e la sua fruizione.

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